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I trulli di Alberobello

I trulli sono antiche costruzioni coniche in pietra "a secco", di origini protostoriche, presenti in tutta la Valle d'Itria; tuttavia, nonostante nelle zone di sviluppo dei trulli si rinvengano reperti archeologici di epoca preistorica, o fondazioni di capanne in pietra risalenti all'età del bronzo, non esistono trulli particolarmente antichi: questo sarebbe giustificato dal fatto secondo cui piuttosto che provvedere alla riparazione dello stesso in caso di dissesto, si preferiva abbatterlo e ricostruirlo per motivi economici, riutilizzandone il materiale.
Il trullo era una tipica costruzione contadina, dove il cozzaro, ovvero colui che coltivava la terra del padrone, poteva avere un giaciglio dove dormire e tenere gli attrezzi del campo. I bambini usavano dormire in alcove scavate come nicchie direttamente nel muro e divise dall'ambiente principale tramite tende. Alcune travi di legno, tuttora visibili nei trulli attuali, non avevano funzione strutturale ma servivano piuttosto per appendere le vivande e le provviste, tenendole sollevate da terra (non di rado il pavimento, in terra battuta, era condiviso da persone e animali domestici).


Le Grotte di Castellana

Il complesso di cavità sotterranee di origine carsica a Castellana Grotte, nel sud-barese, è di grande importanza speleologica e turistica. A partire dalla Grave, un'enorme voragine profonda 60 metri, si raggiungono in successione grotte lungo un percorso orizzontale di circa 3 km. Di particolare interesse sono la grotta bianca e la caverna del duomo di Milano, così denominata per la particolare forma delle stalagmiti, che ricordano dei pinnacoli.


La chiesa di San Pio

A San Giovanni Rotondo si trova la seconda chiesa d'Italia per dimensioni, dopo la Basilica di San Pietro in Vaticano: si tratta della chiesa di Padre Pio, che l'Ordine dei Frati Minori Cappuccini della provincia di Foggia ha commissionato all'architetto italiano Renzo Piano[59] per contenere le migliaia di pellegrini che ogni anno giungono ad onorare la memoria di San Pio da Pietrelcina [60] e che con le offerte hanno finanziato l'opera[61]. La chiesa, inaugurata nel 2004, è adiacente al preesistente convento in cui il santo frate visse ed in cui ne sono conservate le spoglie; ha una pianta a spirale archimedea, il cui fulcro corrisponde con l'altare, al centro dell'aula liturgica. Oltre che per il rapporto con il grande sagrato che all'occorrenza può essere impiegato per le celebrazioni, l'opera risulta particolarmente innovativa per l'uso della pietra di Apricena con funzioni strutturali.

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